Norme metodologiche fondamentali per la pubblicazione sulla Rivista

 

Autore

 •        La possibilità di pubblicare su Spicilegia Sallentina è offerta a stimati studiosi e ricercatori, distintisi nei più vari ambiti della cultura di Terra d’Otranto (Lecce, Brindisi, Taranto), in modo particolare storia, arte, antropologia culturale, letteratura e musica;

 •        Direttore, Vicedirettore e ciascun singolo membro del Comitato di Redazione possono proporre e concordare la pubblicazione di un solo saggio per numero il cui contenuto non sia espressamente legato al Salento, dovuto però alla penna di un noto esponente della cultura internazionale, di rilevanza tale da apportare lustro alla Rivista;

 •        Ciascun Autore può liberamente proporre un suo contributo per la pubblicazione su Spicilegia Sallentina. Spetta però al Direttore e al Vicedirettore, udito il parere dei componenti il Comitato di Redazione, decidere circa l’accoglienza dello stesso in seno alla Rivista e apportare modifiche atte a renderlo rispondente alle norme richieste;

 •        Non si accoglieranno quei saggi che siano espressione indelicata di un qualsivoglia orientamento politico e confessionale, come pure scritti a carattere pubblicitario, propagandistico e autocelebrativo o volti al conseguimento di interessi personali. 

 •        Al momento dell’accoglienza del saggio, l’Autore avrà premura di far pervenire in Redazione una sua breve nota biografica con allegato elenco di eventuali pubblicazioni ed un abstract/riassunto dell’opera in italiano, che sarà pubblicato sul sito della Rivista (www.spicilegiasallentina.it). L’abstract deve essere conciso, ma al contempo fornire esaurienti informazioni sul contenuto del testo;

 •        La pubblicazione è gratuita e non retribuita; ad ogni Autore spettano tre copie della Rivista. Ulteriori copie dovranno essere richieste direttamente al Caffè Letterario;

 •        Gli Autori del saggio cedono i diritti alla rivista Spicilegia Sallentina, rinunciando ai diritti d’Autore;

 •        Non verranno restituiti fotografie e manoscritti, anche se non pubblicati.

 

Testo

•        Ogni saggio deve affrontare un argomento che abbia degli evidenti riferimenti al Salento e deve essere libero da vincoli editoriali;

•        Il testo di ogni saggio non deve assolutamente superare le sei cartelle (carattere Times New Roman, dimensione 12, interlinea singola, nessun rientro ai margini);

•        E' preferibile non suddividere il testo in paragrafi e sottoparagrafi con titolo proprio;

•        Il testo del saggio, in versione definitiva, deve essere consegnato direttamente al Direttore o al Vicedirettore in supporto elettronico (cd rom), oppure fatto pervenire loro tramite e-mail;

•        Ciascun Autore è invitato ad avere particolare cura nella preparazione del testo, essendo previsto un solo giro di bozze;

•        Le poesie non dovranno mai superare una pagina della Rivista. L’Autore può proporre un’immagine come sfondo, che sarà comunque concordata con Direttore e Vicedirettore;

•        Le opinioni espresse non rispecchiano necessariamente il pensiero del Caffè Letterario di Nardò e del Comitato di Redazione della Rivista.

 

Figure, tabelle e grafici

•        Le immagini non devono essere inserite nel file di testo ma fornite in file JPEG separati, numerati progressivamente e

richiamati nel testo (es. Fig. 3.3, Tab. 4.5);

•        La pubblicazione a stampa delle immagini è generalmente in “toni di grigio”; l’eventuale presentazione a colori avverrà per esclusiva decisione del Direttore e per la cadenza editoriale dei sedicesimi;

•        L’Autore si rende responsabile di quanto riportato nel saggio (opinioni, procedure, riferimenti, autorizzazioni alla

pubblicazione di materiale iconografico, figure, tabelle, ecc.). Se le foto sono riprese da volumi o altre edizioni (massimo una

a saggio) l’Autore dovrà indicare fonte, editore, anno di pubblicazione e pagina relativa;

 

•        Le didascalie delle foto vanno trascritte in corsivo nel seguente ordine: Città, Provincia (tra parentesi), via o piazza,

monumento, secolo di riferimento o data (tra parentesi), parte fotografata, nome del fotografo (tra parentesi). Esempio:

 

Nardò (Lecce), piazza Salandra,  palazzo di Città (sec. XVI), facciata (foto M. Gaballo).

 

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Quando si tratta di opere pittoriche il solo titolo si indicherà in tondo, preceduto dall’Autore. Esempio:

 

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Nardò (Lecce), chiesa di S. Chiara, primo altare navata destra, Luca Giordano, San Francesco Saverio (sec. XVI), (foto R. Puce).

 

Citazioni nel corpo del testo

•        L’esatta citazione di un altrui scritto, qualora sia inferiore alle tre righe, va riportata nel corpo del testo tra apici «». Tra l’apice di chiusura e il punto va inserito il numerino di nota (utilizzando la funzione automatica di Microsoft Word). In basso corrisponderà l’esplicitazione della fonte da cui il testo è tratto. Così pure se il testo inserito è ritagliato ad arte, le parti omesse saranno indicate da due parentesi quadre racchiudenti tre puntini di sospensione […]. Esempio:

Artista assai valente, questi sancì la sua rovina e miseria affiliandosi alla schiera dei Piagnoni; giacché, «[…] abbandonando il dipingere, e non avendo entrate da vivere, precipitò in disordine grandissimo […]»[1].

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 •        Qualora l’esatta citazione di un testo altrui dovesse superare le tre righe di lunghezza, se ne rimpicciolirà la dimensione del carattere di due punti (da 12 a 10), si restringeranno i margini destro e sinistro di 1 cm, si isolerà la citazione con interlinea doppia precedente il primo rigo e successiva all’ultimo. Esempio:

Come si evince da un prezioso documento, infatti, a tale linea dovranno adeguarsi coloro che intendano aggiudicarsi il patronato di ogni singola cappella:

«La Congregazione dell’Oratorio da facultà à chi sarà deputato à trattare in nome suo, di concedere le Cappelle à persone particolari con le infrascritte conditioni […]. Che le Cappelle si ornino tutte ad un modo come è già incominciato. Che la pittura sia uno de Misterij della Madonna Santis. ma secondo l’ordine incominciato. […]»[2].

Sarebbe stata di gran lunga più logica una certa flessibilità nei confronti dei committenti, spesso esigenti e capricciosi.

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 •        Per i rimandi alle opere si utilizzino le seguenti abbreviazioni: v. o cf.

 

Riferimenti bibliografici in nota

 •        Non è prevista una bibliografia finale allegata al saggio; pertanto ogni riferimento bibliografico va espletato in nota;

 •        Le opere monografiche si citano segnando l’iniziale puntata del nome dell’Autore e il suo cognome in maiuscoletto, il titolo dell’opera in corsivo, luogo e anno di edizione, il numero di pagina cui si fa riferimento. Esempio:

 D. Sella - C. Capra, Il ducato di Milano dal 1535 al 1796, Torino1984, 45.

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•        I saggi comparsi in opere miscellanee si citano segnando l’iniziale puntata del nome dell’Autore e il suo cognome in maiuscoletto, il titolo del saggio in corsivo e la collocazione nella data miscellanea, di cui sono indicati iniziale puntata del nome del Curatore e il suo cognome in maiuscoletto, il titolo dell’opera in corsivo, luogo e anno di edizione, il numero di pagina cui si fa riferimento. Esempio:

M. Roggero, La crisi di un modello culturale: i gesuiti nello Stato sabaudo tra Sei e Settecento, in G. P. Brizzi, a cura di, La “ratio studiorum”. Modelli e pratiche educative dei gesuiti in Italia tra Cinque e Seicento, Roma 1981, 7-22.

 

Se l’opera citata è in più volumi, far seguire al titolo il  volume in numero romano e il numero di pagina cui si fa riferimento. Esempio:

P. Brizzi, a cura di, La “ratio studiorum”, Roma 1981, I, 7-22.

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Per citare il tomo far seguire al titolo il  volume in numero romano e il tomo in numero arabo, oltre al numero di pagina cui si fa riferimento. Esempio:

P. Brizzi, a cura di, La “ratio studiorum”, Roma 1981, II, 2, 55.

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Se l’opera citata è in una enciclopedia, far seguire al nome dell’Autore - nella solita modalità - il titolo della voce in corsivo, quindi far seguire il titolo dell’opera in cui compare, il numero del volume con carattere arabo, luogo e data di stampa, quindi il numero di pagina cui si fa riferimento. Esempio:

G. Di Tarsia, Belisario Acquaviva, in Dizionario Biografico degli Italiani, 2, Roma 1982, 37.

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•        I saggi comparsi in riviste si citano segnando l’iniziale puntata del nome dell’Autore e il suo cognome in maiuscoletto, il titolo del saggio in corsivo e la collocazione nella data rivista, di cui è indicato il titolo fra apici, il numero di edizione in cifra araba, l’anno posto fra parentesi tonde, il numero di pagina cui si fa riferimento. Esempio:

N. Vian, Filippo di Ser Francesco Neri nell’ “anno trentuno”, in «Memorie Oratoriane», 6 (1977), 3-5.

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 •        Le citazioni di documenti d’archivio esplicitino il nome dello stesso abbreviato, la prima volta per esteso fra parentesi; la denominazione del faldone, la sua numerazione e quella eventuale di fascicoli interni; l’eventuale datazione (se riportata esplicitamente nel documento), la determinazione dei fogli o delle carte cui si fa riferimento, nel recto o nel verso. Esempio:

 APA (Archivio della Provincia Alcantarina di Lecce), Vicende delle due Provincie Alcantarine di Napoli e Lecce, fald. VI, fasc. 2, f.1r.

 ASL (Archivio di Stato di Lecce), Atti notaio Santoro Tollemeto di Nardò, a. 1615, c. 23v.

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 •        Si eviti qualsiasi citazione da siti internet. Qualora questa sia realmente inevitabile, si riporti l’indirizzo completo del sito web e la data di consultazione. Esempio:

 <http://www.spicilegiasallentina.it/ita/index.html> [07/08]

  

•        Quando l’opera è già stata citata si ripete il solo cognome dell’Autore in maiuscoletto e le prime parole di senso compiuto del titolo in corsivo, seguite da cit. e dall’indicazione del numero di pagine a cui si fa riferimento. Esempio:

Cf Cistellini, L’Oratorio filippino ai suoi primordi, cit., 26-30.

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•        Qualora la citazione si ripetesse in sequenza si ricorra all’Ivi, seguito dal riferimento alla pagina.

 

Ogni saggio proposto per la pubblicazione che non rispetti le norme finora esposte verrà rimandato indietro per il necessario adeguamento!